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Un altro 25 novembre

13 novembre 2024

Domenica sera: Concerto in Chiesa di voci e strumenti "ET IN TERRA PAX"

Molti forse ricorderanno l'indegno comportamento del Presidente turco Erdogan che, ricevendo in visita ufficiale, la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, con il suo vice Charles Michel lo fa accomodare al suo fianco e lascia che Von der Leyen si cerchi un posto su un divano poco distante.

Scena quanto mai emblematica del rispetto verso le donne che scalano le alte cariche!

Come ogni anno sarà duro celebrare un altro 25 Novembre, Giornata contro la violenza alle donne, mentre ogni giorno la cronaca dà notizia di nuovi femminicidi, quando ancora non sono sbiaditi quelli dello scorso anno, come quello di Giulia Cecchettin. Anche quest'anno i numeri sono impietosi, ormai vicini ai 200, e ad opera di assassini sempre più giovani, mentre spesso alle madri si aggiungono gli infanticidi.

Eppure ancora oltre il 60% di donne maltrattate non denuncia.

Ancora si assumono colpe che non hanno, vergogna nel denunciare per un malinteso e inesistente senso di colpa, tanto l'immanenza del patriarcato ancora avvelena la nostra società.

Eppure l'esperienza della violenza, spesso preceduta da atti importuni e fastidiosi, tocca da sempre, tantissime donne.

Scrive Arianna Farinelli su “La Repubblica” ...A chi era capitato sull'autobus, chi a scuola chi in vacanza, chi nello studio di un medico. Qualcuna l'aveva anche raccontato alla madre, alla nonna a un'amica, e si era sentita rispondere “..E' successo anche a me, capita a tutte prima o poi”. A tutte è capitato di pensare “E' stata colpa mia, non sono scappata, non ho gridato....” Alcune statistiche dicono che a una donna su tre, al mondo capita di subire violenza fisica o sessuale..”

Scrive Maria Novella De Luca “ La violenza di genere, la sopraffazione dell'uomo sulla donna è una cattiva pianta che ha radici nella cultura diffusa nell'educazione familiare, nell'asimmetria del lavoro e degli stipendi, sono gli occhi di un bambino maschio che vede il padre maltrattare la madre...”,

“Il patriarcato dunque esprime un potere che esercita l'autorità di sorvegliare e controllare la produzione dei beni e l'ordine sociale. Questo porta ad attribuire alla donna ...ruoli di riproduzione e di cura, di assistenza e accudimento , ...relegandola in uno stato di subalternità” (Luigi Manconi).

Sarà dunque per questo che , praticamente quasi ogni giorno, una donna muore per mano di un uomo che giurava di amarla e non poteva vivere senza lei?

La condanna delle donne sta nel loro bisogno di accudire, curare, salvare, celare per non offendere il maschio?

E la dannazione dell'uomo sta nel bugiardo senso di possesso e prevaricazione, che impara sin da picolo, anche da una madre allevata per il secondo posto?

Tocca alle nuove generazioni, già oberate da modi di vita da cambiare (il lavoro, il clima, la pace, ….) rifondare con coraggio e determinazione il rapporto uomo/donna.

Ma quando? Come e a che prezzo?


Marta Mondonico


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